Mappa dei temi
Questo sito nasce come taccuino aperto di uno studente che affronta una materia nuova — un percorso tra linguaggio, diritto e segni sociali.
Ogni post si inserisce in uno di questi fili di ricerca, ma tutti rimandano a una stessa domanda:
Come il linguaggio costruisce, limita o rende possibile l’esperienza giuridica?
Il timore di smarrirmi nel viaggio mi consiglia di lasciare a me stesso una mappa non definitiva ed in continua trasformazione del tragitto.
[1] Performatività — il linguaggio come azione
Austin, Searle, Orlandi.
Dire qualcosa, nel diritto, è fare qualcosa: dichiarare, giudicare, promettere, condannare.
In questo filo esploro gli atti linguistici e il loro potere nel contesto giuridico e sportivo.
[2] Apertura normativa — clausole generali nel diritto sportivo e non solo
Quando la norma non chiude, ma apre all’interpretazione.
Dal “fair play” nel rugby alle clausole generali del diritto civile, il linguaggio giuridico mostra la sua ambiguità fertile: dire il giusto, ma lasciarlo da determinare.
[3] Autorità e norma — tra dovere e potere di dire
Austin e Hart, ma anche Kant e Bobbio.
Il diritto come volontà linguistica: la parola dell’autorità che trasforma il discorso in azione vincolante.
Cosa resta, però, quando il linguaggio perde il suo fondamento volontaristico?
[4] Semiotica e figure sociali — arbitri, giudici, attori del segno
Peirce, Goffman, Foucault.
Diritto come teatro sociale: i gesti, gli abiti, i ruoli.
Ogni segno ha il suo contesto, ogni decisione la sua messa in scena.
[deviazioni] e [ritorni]
Alcuni testi si muovono in diagonale, collegando fili diversi.
Le deviazioni aprono vie laterali, le riprese tornano su temi già toccati per guardarli da un’altra angolazione.
Questo metodo vuole riflettere il modo in cui il pensiero giuridico — e forse ogni pensiero — evolve:
non per linee rette, ma per spostamenti e ritorni.
“Il diritto non è un sistema di risposte, ma un linguaggio che produce domande.”
— Nota di redazione